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Viaggio alla scoperta di Arezzo: ecco cosa mangiare e cosa bere

Dove mangiare ad Arezzo

La cucina tipica della città di Arezzo è influenzata dalla tradizione contadina toscana e dalla gastronomia della vicina Umbria, e si distingue per l’uso di ingredienti e di preparazioni semplici. Pane sciapo cotto nel forno a legna, olio extra vergine di oliva del territorio, paste fresche fatte in casa, condimenti a base di carne, verdure di stagione a km zero, dolci della tradizione come quello di uva passa ed uova cotto nel forno, il castagnaccio con pinoli e rosmarino e crostate.

Cosa mangiare se organizzi un viaggio alla scoperta di Arezzo

Tra i piatti tipi della città ci sono i crostini neri con pane arrostito e bagnato in brodo di pollo, milza, acciughe e capperi, la farinata di ceci, la minestra di pane, funghi ed uova, la famosa “acquacotta”, i tortelli di patate, il sangue di maiale cotto con il finocchio.

Piatti gustosi e saporiti che troverete nei menù di tutti i ristoranti della città. Per un panino da consumare velocemente vi consigliamo la Salumeria, gastronomia, panetteria Dal Moro, con i salumi ed i formaggi tipici del territorio ed altre preparazioni come il lampredotto. Vi segnaliamo, tra i ristoranti più economici di Arezzo, L’Agania e Teorema del Gusto, per i palati che ricercano sapori semplici e genuini, La Corte dell’Oca, Il Cantuccio, L’Osteria dei Cenci, Osteria Mest, L’Antica Fonte, Osteria da Giovanna, Pappa e Cena, Trattoria Cavour 42, Antico Posto di Ristoro, Trattoria Il Saraceno.

Se cercate una ristorazione più raffinata, fate visita al ristorante Dario e Anna, a La Lancia d’Oro, al Saffron o al ristorante Logge Vasari. Per chi avesse voglia nella patria della carne di un pasto a base di pesce, vi consigliamo l’Hostaria Sottosale, Ser Gian, Il Golfo di Napoli, Monna Lisa Cucina con Arte, Piazzacherubini, Luna Rossa, I Tre Bicchieri. Per gli amanti della pizza, Da Oreste, O’ Scugnizzo, Pizzeria Santa Croce, Pizzeria del Borgaccio, Al Fogher, L’Orso Bruno. Per gli amanti della cucina creativa, Il Falconiere in Località San Martino, Bistrot 31, Eden Tapas&Cocktail Bar.

 

I migliori ristoranti romantici a Polignano a Mare

Migliori ristoranti romantici polignano a mare

Polignano a Mare offre uno scenario unico al mondo per morfologia del territorio, tonalità di colore del cielo e del mare e struttura architettonica delle case. Ma Polignano offre anche arte (famosa per le lampade/sculture in vetro di Peppino Campanella), poesia (altrettanto famose le poesie scritte sui muri da opera di Guido Lupori, detto “il flâneur) e romanticismo gastronomico. E’ proprio per quest’ultima forma di attrazione che abbiamo voluto dare il nostro contributo giornalistico: ecco quelli che sono per noi i migliori ristoranti romantici di Polignano a Mare.

I migliori ristoranti romantici a Polignano a Mare: Grotta Palazzese, il ristorante più suggestivo del mondo

Va detto subito: il ristorante Grotta Palazzese vale una cena laddove si stia cercando un luogo unico in termini di location. La sala da pranzo ricavata all’interno della cavità di uno scoglio lo rende indiscutibilmente il ristorante più romantico al mondo. Unico agli occhi dei turisti, ma unico anche agli occhi degli stessi pugliesi: chiunque rimane folgorato dall’ambientazione di questo ristorante. Per quanto riguarda la proposta gastronomica, le critiche mosse dalle centinaia di migliaia di clienti è abbastanza unanime: la cucina non è all’altezza delle aspettative e l’obbligo di consumare una scelta minima di 3 portate (con spesa mai al di sotto dei 100 euro a testa) possono deludere quegli avventori che pretendono etica comportamentale a tutte le latitudini del globo. Noblesse oblige non pervenuta.

Ristorante Chichibio: romantico ed elegante con una cucina che non delude

A pochi metri dalla statua di Domenico Modugno, il ristorante Chichibio rimane ancor oggi uno dei ristoranti di Polignano a Mare più apprezzati dai lettori di Oraviaggiando. L’eleganza del tovagliato, il portamento dei camerieri, la bellezza dell’arredo impreziosito dalle lampade di Peppino Campanella non devono trarre in inganno: Vito e Giacomo Bianchi, titolari di questo famosissimo locale, amano puntare sulla cucina piuttosto che sulle chiacchiere, per questo, proprio all’ingresso del ristorante, non hanno rinunciato a quell’angolo di paradiso che è la pescheria interna. Si, avete letto bene: un vero e proprio angolo/pescheria in cui i proprietari mettono in mostra il pesce freschissimo (spesso ancora vivo sul banco di ghiaccio) che gli ospiti potranno scegliere prima di accomodarsi al tavolo. Grande selezione di vini locali e internazionali e ottimo rapporto qualità prezzo.

Ristorante Grotta Ardito: una terrazza romantica sul mare

Tra i ristoranti più romantici di Polignano a Mare, Grotta Ardito è l’unico che vi regalerà la sensazione di essere su una grande nave da crociera. La felice ubicazione del ristorante, unito al fato che lo stesso si trova al primo piano di una palazzina che domina sull’Adriatico, vi regalerà la sensazione di essere in mare aperto. Pranzare o cenare al ristorante Grotta Ardito è un’esperienza che non vi deluderà: qui il cibo è meno manipolato. Apprezzerete la semplice bontà degli antipasti e la freschezza delle crudità di mare. Gli amanti dei distillati di fine pasto troveranno un piccolo paradiso in carta a loro disposizione.

Patate riso e cozze al ristorante Porta Nova di Ostuni

Patate riso e cozze a Porta Nova di Ostuni

Onde a terra se acaba e o mar começa…
(dove la terra finisce e il mare comincia)

“Os Lusíadas, Canto VIII” di Luìs Vas de Camões

Avete presente quella sensazione di essere sospesi sulla linea dell’orizzonte, su una lingua di terra che si getta nel mare?… quei sapori, profumi, preparazioni, che riescono a racchiudere in sé queste atmosfere?

Il piatto che mi riporta alla mente questi sentori di sale e piante aromatiche è Patate Riso e Cozze!
Si è celebrata ieri la Giornata mondiale della Tiella di Patate Riso e Cozze, ed io ho avuto la fortuna di trascorrerla ad Ostuni con la famiglia Ciaccia: Tonino, Erika, Mirko e la signora Vittoriana Zaccaria, che gestiscono dal 1989 il Ristorante Porta Nova.

Il luogo è il più adatto a celebrare il matrimonio tra mare e terra

Dalla terrazza del ristorante la vista spazia dalla Selva di Fasano al Mare Salentino in un susseguirsi di paesaggi indimenticabili.

Ristorante Porta Nova

La famiglia Ciaccia ha accolto con cura ed eleganza la propria clientela offrendo loro una degustazione di una Tiella preparata attenendosi scrupolosamente alla tradizione: patate a pasta gialla, riso semifino, cozze al guscio, poco pomodoro, un sentore di aglio e cipolla ed un inedito basilico. Cotta in forno nel caratteristico recipiente di coccio (la tiella, appunto!) per far fondere insieme i sentori della cucina mediterranea .

Sarebbe stata certamente apprezzata qualche informazione in più, un “racconto” di questo piatto, soprattutto da parte sugli ospiti internazionali presenti.

Ma è un piccolo neo che si perdona facilmente: la regina della tavola delle Puglie e dei pugliesi, la nostra “Pataterisoeccozze” era affiancata da piatti veramente interessanti come il Polpo laccato al miele di acacia con schiacciata di patate affumicate e riduzione di Primitivo di Manduria, una elegante interpretazione del connubio terra-mare; o ancora le Guance di baccalà in tempura dorata su riso nero selvatico e crema allo zafferano con sale rosso, dove sorprende la consistenza eterea del baccalà che contrasta il terragno riso nero; come anche le Trofie al nero di seppia con cime di rapa, seppioline, colatura di alici e mollica di pane, un piatto dove la decisa personalità degli ingredienti trova un equilibrio perfetto. Che dire, poi, dei Tubettini al ragù di rana pescatrice… una ricetta storica di papà Tonino dove la semola pregiata del pastificio Cavaliere di Maglie unisce la tenera polpa della coda di rospo alla maestosa polpa del pomodoro maturo.

Particolari dell'arredo del ristorante

Particolari dell’arredo del ristorante

Un sincero ringraziamento a Sandro Romano per questa iniziativa ed un plauso ai signori Caccia per la professionale e squisita ospitalità, con l’augurio che la giovane Erika, già dotata di una eclettica esperienza in cucina, continui a raccogliere consenso e successi.

A cura di Mariangela Cappelluti

Guida ai migliori ristoranti di Milano secondo la guida Michelin 2017

Immagine di chef stellati ristoranti Milano

Guida ai migliori ristoranti di Milano secondo la guida Michelin 2017. Oltre che per le bellezze artistiche ed architettoniche, il nostro Belpaese è da sempre rinomato anche per l’eccezionale tradizione gastronomica, tra le più ricche e genuine di tutto il mondo. Tantissimi turisti ogni anno arrivano in Italia desiderosi di contemplare le sue meravigliose opere d’arte, ma anche di assaggiare i tantissimi piatti tipici della nostra cucina, presenti in ogni regione della penisola. Nel 2017, a conferma di questo, oltre trecento ristoranti italiani sono stati premiati dalla prestigiosa Guida Michelin, riferimento internazionale nella valutazione di alberghi e ristorazione. Il tradizionale simbolo utilizzato dalla guida per le sue assegnazioni è la ‘stella’: se un ristorante ne ottiene ‘tre’ allora significa che è di grande eccellenza, due stelle indicano invece un’ottima gastronomia mentre una stella viene assegnata a locali dove comunque si mangia molto bene. La sola città di Milano ha ricevuto quest’anno ben 17 stelle per un totale di 58 stelle: se state pensando quindi di visitare la città ambrosiana, e pensate anche di regalarvi un’esperienza culinaria speciale, allora questi ristoranti ‘stellati’ fanno senza dubbio al caso vostro.

I migliori ristoranti di Milano: nessun tre stelle, ma quelli bistellati sono ben cinque

Il ristorante Cracco, in pieno centro storico, è suddiviso in due sale con una sessantina di coperti. Originale il table d’hote, piccolo tavolo adiacente alla cucina, che permette di osservare il famoso cuoco Carlo ed il suo staff mentre lavorano. ‘Tradizione’ e ‘fantasia’ sono i concetti chiave del posto: il menù offre sia portate singole che menù degustazione fissi, dove spiccano il risotto al sesamo, il piccione in crosta di caffè e l’insalata russa caramellata. Anche Il luogo di Aimo e Nadia, trattoria attiva da oltre 50 anni, propone piatti tradizionali in chiave innovativa: i più ‘classici’ sono gli spaghetti al cipollotto e peperoncino e l’ottima zuppa etrusca. L’ambiente è molto accogliente ed il servizio in sala è stato premiato anche dal Gambero Rosso, altra importante guida del settore. Il ristorante di Claudio Sadler, in Via Sforza, presenta un ambiente suddiviso in quattro salette dall’atmosfera intima e riservata. Sadler è considerato un’artista della cucina e le sue prelibatezze sono molto fantasiose e ‘sperimentali’: il brillante italian sashimi è arrivato addirittura alla sua ‘quarta versione’. Anche qui lo staff è rinomato per la simpatia ed i prezzi sono molto abbordabili. Lo chef internazionale Bartolini, con il suo locale al Mudec, in zona navigli, offre invece interessanti percorsi degustativi (dal BeClassic al BeContemporary), che risaltano tutto l’estro del cuoco di Pescia, a cui piace coniugare ingredienti mediterranei con quelli di altri paesi, in particolare orientali. Anche il Seta non è da meno per eleganza e classe: inserito all’interno del Mandarin Oriental hotel, mette a disposizione uno spazio con tavoli sia grandi che più intimi per le coppie. Il suo chef Antonio Guida delizia ogni giorno i clienti con specialità ricercate quali spaghetti alla crema di rape rosse ed il carpaccio di crostacei al lime.

Tra i dodici ristoranti milanesi con una stella, nove propongono la classica cucina nostrana, due sono etnico-orientali ed uno è di tipo ‘vegetariano’: andiamo a conoscere un po’ meglio anche questi.

L’ambiente del Berton, con le sue clessidre gialle e le poltroncine in pelle, è essenziale ma invitante, e propone l’esclusivo menù ‘A tutto brodo’ (con merluzzo a base di brodo di prosciutto e ravioli con brodo di cicale). Nel lussuoso Park Hyatt, in pieno centro, troviamo il Vun, rinomato per i suoi piatti molto ‘tecnici’ – come il gazpacho di pomodoro con gamberi rossi- all’interno di un raffinato salone con moquette e poltrone imbottite. Il vecchio teatro Smeraldo, sede attuale di Eataly, ospita invece il ‘marinaresco’ Alice, altamente qualificato in specialità di pesce: gli ottimi gamberi rossi al lime con stracciatella sono un esempio lampante dell’inventiva di questo locale, abbellito da un’ampia vetrata sulla suggestiva Piazza XXV Aprile. Tano passami l’olio è ricavato in un open space sui Navigli, e si caratterizza per utilizzo di una vastissima scelta di olii extravergine d’oliva, che lo chef Gaetano Simonato, considera l’ingrediente più naturale e genuino per condire gli alimenti. Nello spazio minimalista del D’O, a Cornaredo, si gusta la cucina innovativa di Davide Oldani che, rivisitando ricette tradizionali in chiave più ‘leggera’, ha dato grande notorietà alle sue ‘invenzioni’, come la simpatica casseruola alleggerita. Innocenti evasioni, con il suo giardino in stile zen, è una splendida dimostrazione di come si possa sempre coniugare la semplicità degli ingredienti poveri con ricette fantasiose e ricche di gusto. Il ristorante di Felix Lo Basso, con vista su Piazza del Duomo, ha saputo conquistarsi una stella dopo solo pochi mesi dall’apertura, grazie alla dedizione ed al talento del suo chef, molto ispirato dai sapori della sua Puglia. Anche il ristorante dell’hotel Armani, ubicato nello storico quartiere Brera, dispone di una cucina di altissima qualità, mix continuo di tradizione con nuove contaminazioni e sperimentazioni. Nel contesto di Lume, con le sue ampie vetrate affacciate su un giardino interno, si possono gustare invece ricette lombarde e liguri rivisitate con un tocco di modernità. L’ingrediente per eccellenza qui è il ‘raviolo’, mentre tra i secondi spicca il Chateaubriand di manzetta piemontese. Per quanto riguarda i due ristoranti orientali ‘stellati’, ovvero Iyo e Tokuyoshi, questi sono entrambi accumunati dall’interessante connubio tra arte culinaria nipponica con elementi della gastronomia mediterranea. L’ultima stella infine è per il ‘vegetariano’ Joia, dove la grande dedizione e passione dello staff non vi faranno rimpiangere l’assenza del carne e del pesce.

Al ristorante Chiosco di Bacco la carne è sacra

chiosco di bacco

Una cucina di “ricerca” per una  tavola di ” incontro” che si distingue per onestà: solo carni di altissima qualità, certificate dall’Università di Bologna, fiorentine di Romagnola, Marchigiana, Chianina, Angus di Scozia e il “Tipo Kobe italiano, salumi di Mora Romagnola dell’Azienda Zavoli, primi piatti di paste fresche fatte a mano, tagliatelle, passatelli, ravioli, strozzapreti, gnocchi, contorni di verdure ed ortaggi che provengono da piccole produzioni locali,  pane, piadina, crackers e grissini di produzione propria e una pasticceria di primo ordine affidata ad Armando Junior Sfredda, in staff da 7 anni.  La maggior parte degli ingredienti che entrano in cucina provengono dalle migliori produzioni “di casa nostra”,  presidi slow food, nel segno di un cibo che sia buono, anche dal punto di vista etico. La cantina non fa eccezione alla regola della ricerca e dell’incontro: 300 etichette tra i migliori classici nazionali, i regionali di prima classe, profumo di rossi francesi e champagne. Una lunga carta di distillati e grappe tra cui scegliere per celebrare il fine pasto, magari accompagnati da una degustazione di pasticceria secca in cestino.

La nostra degustazione si apre con un ricco antipasto, pecorino alla griglia con miele e noci, accompagnato da una confettura di pomodori verdi e carpaccio marinato di Chianina con scaglie di parmigiano, insalatina ed aceto balsamico di Modena.  Uno sformato di ricotta e spinaci con lombetto di mora romagnola e salsa di mele in agrodolce, salumi romagnoli con mortadella Bomfatti, crostini del Chiosco con pane Altamura cotto a legna. Nel calice, un bianco, Rebola Valle delle Lepri. A seguire, un primo piatto di passatelli con parmigiano reggiano, mortadella di Wagyu tipo Kobe, rucola e pinoli accompagnato da Sangiovese Superiore Silvano di Palazzo Astolfi.  E per celebrare l’ingrediente principe di questa cucina, un secondo a base di fiorentina di Marchigiana cotta sulla pietra ollare, accompagnata da una composta di pere aromatizzate alla cannella, formaggio di fossa, noci e fichi secchi. A rendergli onore, il prezioso Centesimino Rifugio della Sabbiona.

Chiude in dolcezza, un dessert che raccoglie i più golosi in carta, Armonia di idee confuse, zuppa inglese agrumata su ciambella all’olio di oliva e alchermes, crema catalana speziata con frollino alla cannella, porcospino in trasparenza con mandorle caramellate e polvere di cacao, cialda croccante con mousse di mascarpone, scaglie di cioccolato ed amarene di Cantiano, semifreddo al limone e liquirizia. In fundo, una Rebola Passita Valle delle Lepri.

Buono, ma anche bello… Chiosco di Bacco, l’eleganza della cordialità
La mitologia lega Bacco alla vegetazione, al succo dolce dell’uva che fa ebbrezza, rappresenta l’uomo nel suo stato di natura, inteso come capacità di fluire con le cose circostanti. L’ambiente esterno ricalca perfettamente l’iconografia classica, il giardino, curatissimo, nel tappeto d’erba, nelle siepi tonde e gonfie, nei cocci che esplodono in fiore, si trasforma in bosco, intimo e fortemente evocativo, vivo tra le fronde (immaginatevi pure una cena estiva nel gazebo in giardino a lume di luna).  L’interno privilegia il legno, che apre e chiude gli spazi, le  ringhiere battute, le credenze con le cerniere in ferro, una simmetria di ante e cassetti, tovagliato bianco su un fondo corda che cade morbido appena sopra le ginocchia,  schienali alti per le sedie che assomigliano a troni, tende leggere cinte in vita per non restare mai chiusi dentro, un’eleganza  classica che si rompe nel cromatismo acceso dei bicchieri da acqua. Preziosa la cantina a vista, con nicchie scavate nei muri grossi e freschi. Le luci bassi per illuminarsi meno ma scaldarsi di più.

In conclusione: perché fare visita al Chiosco di Bacco
Tra i ristoranti vicino Rimini, il ristorante Chiosco di Bacco di Torriana è “il ristorante di carne” e non “un” ristorante di carne… un  luogo di pellegrinaggio per i devoti della frollatura come Dio comanda. Roberto e Daniela hanno fatto dell’eccellenza il loro imperativo morale… nel piatto e nel bicchiere. Preparazioni semplici che le tradizioni regionali gli fanno da eco, un fasto di sapore, l’abbondanza senza la ridondanza, un’estetica femminile bella nel suo rigore, moderna ma fuori dagli intellettualismi della cucina moderna, banchetto e simposio, nel loro significato rituale originario, una conviviale socialità.

di Alessia Pellegrini

I 5 migliori ristoranti di Riccione

5 migliori ristoranti di riccione

L’estate ormai è alle porte e una città su tutte richiama il relax: Riccione. Le chilometriche spiagge, il famoso Viale Ceccarini pieno di negozi, i bar di ogni genere, le discoteche e i parchi divertimento, attirano famiglie e giovani che ogni anno decidono di trascorrere le loro vacanze in una delle città balneari più conosciuta in Italia. Dove c’è mare, c’è pesce; dove c’è pesce ci sono ristoranti e dove ci sono ristoranti c’è Oraviaggiando che ha stilato per voi una piccola guida dei 5 migliori ristoranti di Riccione:

Ristorante Al Pescatore è considerato uno dei migliori ristoranti della Riviera per tre semplici motivi: la qualità della materia prima, la poca manipolazione delle stessa e abbinamenti azzeccati. Tra i piatti assolutamente da assaggiare vi segnaliamo la Gran Catalana di crostacei con aragosta e cruditè di verdure, i crudi di pesce e i primi piatti con pasta all’uovo. Una carta dei vini importante per garantire l’abbinamento giusto per ogni tipo di palato. Sala esterna e interna con tanto di area fumatori.

Cavalluccio Marino è uno di quei ristoranti che accontenta tutti. Antipasti con cruditè di pesce, spaghetti al tegame fatti con crostacei e molluschi, “gran fritto misto Cavalluccio Marino”, carpaccio di tonno al naturale e la pizza cotta al forno a legna per non farsi mancare niente. La famiglia Tosi gestisce questo ristorante affacciato sul porto di Riccione con professionalità e passione da quando il nonno Tonino aprì (a quel tempo) un bar che poi trasformò di anno in anno in quello che adesso è uno dei ristorante più amato da turisti e non. Una vista mozzafiato, ottimi piatti e uno staff eccellente: la combinazione perfetta.

Ristorante Patty da Diego in un’unica parola: eleganza. Il bianco e l’avorio si sposano perfettamente in questo locale dove potrete godere di una cena strepitosa mettendo letteralmente i piedi nella sabbia grazie alla piccola sala esterna, una penisola nella spiaggia di Riccione. Il tortino ai crostacei con fragole e ricotta, i tortelloni alla spigola e la vasta scelta di cruditè sono solo una piccolissima parte del menù. Se avete in programma una cena romantica, al Ristorante da Patty, farete un’ottima figura, garantito!

Zi Rosa vi farà sentire a casa per il suo ambiente fresco e ricercato. Se parliamo di ristoranti di Riccione non possiamo non nominare questo locale. Un menù che vi metterà in difficoltà per l’originalità e l’ingegnosità degli abbinamenti ma qualche aiutino ve lo da Oraviaggiando: canocchie al vapore con agrumi e ruchetta, il Risotto Zi Rosa con mascarpone, perle di mare, petali di rosa e mantecato con Champagne e il semifreddo con pistacchio, ricotta di bufala e salsa di fragole. Ma oltre al pesce potrete scegliere anche carne o pizza. Un ristornate che mette tutti d’accordo, dall’antipasto al dolce.

Per ultimo vi consigliamo una chicca per gli amanti dello Street Food: Le crescentine di Novella. Come suggerisce il nome del ristorante, il piatto forte sono le crescentine (pane soffice tipico della cucina bolognese) accompagnato da salumi e formaggi che permette a tutti (anche ai giovanissimi) di mangiare una golosità salata ad un prezzo ottimo. Ma oltre a queste “nuvolette” di pane, il menù prevede lasagne alla bolognese, tagliatelle ai gamberi e altri primi anche da asporto. Per un pranzo veloce è l’ideale!

I miei 10 migliori ristoranti di Alberobello qualità prezzo

I migliori ristoranti di Alberobello che valgono una deviazione

Da sempre, e negli ultimi anni ancor di più, la Puglia è una delle mete di vacanza preferite da italiani e turisti di ogni nazionalità. Di luoghi da visitare ce ne sono un’infinità, ma uno su tutti è Alberobello. In questa cittadina, unica al mondo per il suo genere architettonico, i Trulli rendono magica anche una semplice passeggiata tra le salite e le discese di questo centro storico. E’ possibile visitare queste “casette” entrando in negozi e bazar in cui è possibile fare man bassa di souvenir e i titolari non mancheranno nel farvi assaggiare i liquori tipici del posto dove anche la bottiglia fa scena. Provare per credere. Ma oltre al favoloso panorama di tetti a punta, Alberobello dà la possibilità di mangiare prelibatezze tipiche pugliesi con un occhio di riguardo al portafogli.

Ho voluto, per questo, stilare i miei 10 migliori ristoranti di Alberobello dal miglior rapporto qualità prezzo; qualche indicazione che permetterà al lettore di andare a colpo sicuro in ristoranti dove è possibile deliziarsi di un’ottima cena senza spendere una follia:

Ristorante Olmo Bello
Se siete in visita al Alberobello non potete perdervi questo ristorante dove avrete la possibilità di mangiare in un trullo originale completamente restaurato e circondato da un giardino con gazebo. Lo chef Donato Salamida e la moglie Lucia sapranno sorprendervi per come hanno personalizzato le ricette secolari del luogo, utilizzando materie di prima qualità spaziando tra diversi generi di cucina. Dai bauletti all’astice con crema di burrata, al filetto cotto alla brace con salsa di liquirizia; le tipiche orecchiette alle cime di rapa, passando per cicoria e fave “incapriate”. Anche i dolci non sono da meno con un sempreverde tiramisù o il pezzo forte ideato dallo chef: la sfogliatina calda ai frutti di bosco o il semifreddo al cioccolato bianco con granella di nocciole. Se vorrete restare nell’informale non manca la possibilità di mangiare un ottima pizza e nel menù troverete anche quella dedicata al ristornare stesso: la “Olmo Bello” con funghi porcini, mozzarella di bufala e pomodorini.

Ampia scelta per tutti i gusti senza rinunciare alla qualità dei prodotti.

Prezzo medio 28€

Ristorante Fidelio
I titolari Francesco e Paola vi accoglieranno in un ambiente caldo e confortevole adatto ad una serata romantica. Molto ampia è la scelta nel menù dove spiccano piatti vegetariani ma sempre ricchi di sapore. Chi di voi non vorrebbe assaggiare lo sformatino di ricotta e carote, la tempura di verdure alla julienne o la fonduta con funghi e crostini?

Ma per chi alla pasta non sa rinunciare Oraviaggiando vi consiglia di assaggiare i tortelli ripieni di crostacei al pesto di rucola e mandorle tostate. Non serve dire che la pasta è fatta in casa..

Immancabile è la carne scelta da Francesco presso i produttori locali per garantirne la provenienza e l’altissima qualità.

E se non dovesse bastarvi, il ristornate Fidelio vanta una pizza cotta nel forno a legna fatta con lievito madre e lasciata a riposo 72 ore!! A voi la scelta!

Prezzo medio 30€

Ristorante La Nicchia
Muri bianchi e tetto a punta, siamo nuovamente in uno dei ristoranti nel centro della Città dei Trulli e dove solitamente si trovano statue sacre, in questa “Nicchia” troviamo un gioellino di ristorante dove il mangiar bene è all’ordine del giorno. Nell’antica aia per godere dell’aria fresca in estate o all’interno nel trullo a “misura d’uomo” per i mesi più freddi, potrete venire in questo ristorante in ogni periodo dell’anno e deliziarvi con un menù che offre verdure di stagione, legumi, formaggi tipici e ottimi primi piatti. Immancabile la pizza, anche quest’ultima ottima! Un cucina casalinga con materie prime di alto livello adatto ad una cena in famiglia o un pranzo con amici.

Prezzo medio 22€

Ristorante Pinnacolo
Se volete cambiare visuale e godere dall’alto lo spettacolo che offre Alberobello dovete andare al ristorante Pinnacolo di Franco e Grazia Colaprico, che hanno adibito il terrazzo del loro “risto-trullo” a sala per cene mozzafiato per allietare gusto e vista. Lo chef Giacomo Ponterelli non rinuncia alle eccellenze culinarie del territorio lasciando una vasta scelta di ottime pietanza come il purè di fave con cicoriella, le strascinate integrali con pomodoro fresco , basilico e cacioricotta, le polpettine e braciole “alla barese”. Ma se avete l’imbarazzo della scelta e non volete perdervi niente, il consiglio di Oraviaggiando è di ordinare l’antipasto di 14 portate! Avete letto bene, quattordici!!

VI è offerta la possibilità di fare un viaggio nella cucina pugliese a tutto tondo tra formaggi locali, melanzane ripiene, scialatielli con porcini, zucchine e pomodori freschi; il resto lo dovrete scoprire voi. Ma con questo menù la carta dei vini non può essere da meno e la scelta della bottiglia ricade nei vitigni locali. Tra le numerose etichette troviamo un ottimo Negramaro, una Malvasia Nera, un Primitivo, un Aleatico e altro ancora! Non vi resta che andare a scoprire questo meraviglioso ristorante!

Prezzo medio 28€

Ristorante Casa Nova
Cambiamo scenario passando da un trullo antico ad uno storico frantoio dove i due titolari Ignazio Spinetti e lo chef Martino Conventino hanno dato spazio alle idee e all’originalità della cultura culinaria locale nel ristorante Casa Nova dove si “mangia e si beve” la Puglia. Tra zucchine alla poverella, fricielli con cardoncelli e pomodorini al filo, tiella di agnello e altro ancora, avrete solo l’imbarazzo della scelta! Cucina corposa e sana come la storia insegna; poche parole per questo ristorante che vi consigliamo vivamente!

Prezzo medio 24€

Ristorante L’Aratro
Domenico Laera sarà felice di farvi sentire dei veri Pugliesi ed è per questo che Oraviaggiando non poteva evitare di inserire L’Aratro tra i ristoranti qualità/prezzo! Nel cuore pulsante della città, troverete una cucina a km zero! Dalla cicoria del loro campo, i cavolfiori di Polignano a Mare, i cavatellucci con fagioli nostrani e cozze tarantine, le cima di rapa dei contadini di Alberobello e il “frizzl” ( pancetta di maiale nostrano), non potete che essere sicuri di mangiare i prodotti del posto. Persino il vino è di loro produzione: il primitivo “U Mièro Mèyo”. Un menù all’insegna della Puglia. Non sarà di certo un pasto leggero ma sicuramente una tappa di dovere!

Prezzo medio 25€

Ristorante Trullo d’Oro
Un po’ nascosto, una veranda luminosa e salette piccole e accoglienti, è così che si presenta così questo ristorante di alta cucina alla portata di tutti, seppur presente nella guida Michelin. Fantasia e storia si incontrano in cucina dove lo chef di origine svizzera ha dato alla luce piatti degni di nota come il polpo con fragole o i carciofi affogati nell’aceto. Generoso e imperdibile l’antipasto in cui troviamo, tra le tante, la zuppa di cozze e la frittata Trullo d’Oro; e tra i primi le orecchiette Alberobellesi e i cavatelli con le rape. Questo ristorante frequentatissimo da turisti offre anche piatti più comuni come la carbonara o i salti in bocca alla romana che lo rende unico e assolutamente per tutti.

Prezzo medio 35€

Evo Ristorante
Dietro al Trullo Sovrano di Alberobello, troviamo un ristorante che saprà superare le vostre aspettative grazie al tocco di innovazione e originalità che ha saputo dare lo chef e proprietario Gianvito Matarrese. Antipasto “Nero”, spaghettone con capocollo e stracciatella, il “mini magnum” di caciocavallo in abbinamento all’orata, manzo ripieno, il filetto glassato al miele o tiramisù rivisitato al bicchiere a base di panettone e cioccolato bianco. Queste sono solo alcune delle leccornie che potrete assaporare. Un viaggio nel mondo del gusto e della bella vita; un poker di qualità , ottimo gusto, raffinatezza e cortesia. E la ciliegina sulla torta è il cortile colmo di ulivi, rarità in centro storico. La carta dei vini esprime il meglio della cultura vinicola pugliese come le uve d Troia, il Sussumaniello, il Negramaro e il Minutolo. Dobbiamo aggiungere altro?

Prezzo medio 45€

Macelleria Braceria Miccolis
Dal nome si capisce che la Macelleria Braceria Miccoli è per “carnivori DOC”. Fuori dagli schemi, da Miccolis il pezzo di carne ve la scegliete da soli e viene cotta al momento sulla brace. Rustico e atipico vi sorprenderà per la vasta scelta che troverete nel menù. Da assaggiare le proverbiali polpette, la tagliata di asino, i fegatini e le bombette. Per non parlare degli involtini, delle patate allo spiedo, dei taralli, delle olive e dei dessert! C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Che siate da soli, in compagnia della dolce metà o in comitiva con amici, alla Macelleria Braceria Miccolis andrete a colpo sicuro! Originalità e qualità al primo posto!

Prezzo medio 22€

Osteria del Poeta
E’ separato dal più noto e stellato ristorante “ Il Poeta Contadino” di solo una tenda, ma questa osteria non ha davvero niente da temere! La famiglia Marco ha fatto doppietta ed è per questo motivo che concludo questa lista di eccellenze culinarie con un ristorante dal rapporto qualità/prezzo imbattibile. All’Osteria del Poeta potrete sentirvi a casa facendovi coccolare da Cosimo, il capo famiglia che è in cucina con il figlio Leonardo, mentre le sorelle Emma e Madia vi accompagneranno per tutto il pasto. Adatto a tutte le occasioni, l’Osteria del Poeta offre una grande scelta di menù senza mai rinunciare alla tradizione regionale che regna sovrana. Prosciutto e burrata, orecchiette cacio e rucola, foglie di ulivo alla crudaiola e maretto al forno sono solo l’inizio per un pranzo, o cena se preferite, con i fiocchi! Un buon calice di vino e il gioco è fatto, non ne rimarrete delusi!

Prezzo medio 24€

I miei 10 migliori ristoranti di Alberobello dal miglior rapporto qualità prezzo

 

Di Virginia Campetti

I 10 migliori hotel nelle Marche da Gabicce a Grottammare

Scegli tra i 10 migliori hotel nelle marche

La regione delle Marche comprende al suo interno una lunga serie di bellezze, visitabili grazie ad alberghi di sicuro affidamento. Vediamo rapidamente quali sono i 10 migliori hotel nelle Marche, con alcuni alberghi davvero da non perdere.

I 10 migliori hotel nelle Marche: hotel in provincia di Pesaro Urbino

 

Hotel Casadei, Fano (PU). Questo hotel di Fano (zona Torrette) si è sempre contraddistinto per un’accoglienza di alto livello e la capacità di sostenere i clienti nella loro scelta. È fornito di stanze con due, tre e quattro letti, che dispongono di ogni genere di comfort. Dal box-doccia alla cassaforte, dal climatizzatore all’asciugacapelli, nelle camere non manca davvero nulla. Inoltre, contiene una piscina a due passi dal lido, un ristorante che presenta il meglio della cucina marchigiana e un parcheggio gratuito. Per essere a tre stelle, si tratta di un hotel in grado di non far mancare nulla.

Hotel Caravel, Marotta (PU). Anche in questo caso, abbiamo a che fare con un hotel vicino Fano e più precisamente a Marotta sempre a tre stelle. Le camere sono fornite di ampi balconi che affacciano direttamente sul litorale, mentre non mancano la tv-sat e un interessante bar per vivere momenti di puro ristoro e divertimento. Interessante anche il ristorante, con l’opportunità di degustare piatti tipici marchigiani e non solo. Questo hotel di Marotta può fungere anche da perfetto B&B e può condurre su una comoda spiaggia privata, oltre ad essere un punto di riferimento per diverse escursioni.

Hotel Il Capuccio, San Lorenzo in Campo (PU). L’albergo si fa notare per la presenza di un ampio giardino, visibile da ognuna delle camere. Queste ultime sono arredate secondo uno stile puramente rustico, con i clienti che possono usufruire anche di un parcheggio gratis. Non mancano i bagni privati con asciugacapelli, così come diverse stanze sono fornite di area salotto e una vasta terrazza. Uno dei suoi veri punti di forza è rappresentato dall’ospitalità, garantita da un personale qualificato ed esperto.

Hotel Villa Cattani Stuart, Pesaro (PU). Questa struttura ricettiva è stata fondata nel Seicento e racchiude al suo interno una storia ricca di fascino. La villa è situata in un ambiente rigoglioso, con un parco alberato e tre giardini. Si affaccia sul mare Adriatico e viene considerato come un autentico modello di ospitalità. L’hotel contiene una lunga serie di servizi, tra i quali il telefono diretto, l’asciugacapelli, il climatizzatore, il parcheggio gratuito e persino il servizio sveglia. A questo, vanno affiancati una piscina con idromassaggio e un ampio salone per le feste.

I 10 migliori hotel nelle Marche: hotel in provincia di Ascoli Piceno

Hotel Palazzo dei Mercanti, Ascoli Piceno (AP). L’albergo nasconde un grande fascino grazie alla sua forte connotazione storico-culturale. Si trova a due passi dal centro di Ascoli Piceno, nel famoso Corso Trento e Trieste. Inoltre, esso è situato in un antico palazzo e comprende 18 camere, rifinite con mobilia di alto livello. È disponibile un servizio di colazione a buffet, così come la connessione ad Internet tramite Wi-Fi, il frigobar, la TV LCD, la cassaforte e l’aria condizionata. Inoltre, si può usufruire di un comodo garage.

Hotel La Maestra, Grottammare (AP). Concludiamo la nostra rassegna con un albergo posto a due passi da una spiaggia ricca di suggestione. Dal box doccia all’asciugacapelli, dal televisore LED alla cassaforte, passando per il telefono, il frigobar e l’aria condizionata, nelle camere non manca davvero nulla. Inoltre, la prima colazione è caratterizzata da un gustoso buffet e si può usufruire di una cena a lume di candela e un interessante barbecue. Da segnalare anche un ampio giardino.

I 10 migliori hotel nelle Marche: hotel in provincia di Ancona

Ego Hotel Ancona, (AN). Si tratta di un hotel a quattro stelle che punta molto su un interessante percorso benessere, riservato alle coppie. L’area ristorante è impreziosita da pietanze ricche di originalità, con la maggior parte dello spazio riservata alla cucina locale. L’albergo può essere considerato come un mix riuscito di tecnologia avanzata e design di alto livello. In più, non bisogna dimenticare la capacità della struttura ricettiva di ospitare eventi di qualsiasi genere, dai matrimoni ai compleanni passando per i battesimi.

Hotel Le Grotte, Genga (AN). L’hotel è a quattro stelle e può contare su una spa di assoluto livello. Le stanze sono arredate con il massimo della cura e sono fornite di bagno privato, frigobar e TV sat, mentre è presente un ampio ristorante nel quale si possono organizzare banchetti molto raffinati. A due passi dall’edificio, ecco il suggestivo Parco della Gola della Rossa e di Frasassi. In più, non bisogna lasciare in secondo piano la piscina all’aperto, corredata da una comoda vasca idromassaggio.

Pineta Hotel, Monsano (AN). L’albergo contiene camere di diverse tipologie, tutte basate su uno stile esclusivo e su un design all’insegna dell’innovazione. È situato a pochi passi dall’autostrada e punta su un comfort fuori dal comune e sull’ecosostenibilità. Ogni stanza dispone di una connessione ad Internet Wi-Fi e di un televisore LCD, oltre che di un asciugacapelli professionale e una doccia dimensione extra. Da rimarcare anche la cassaforte e il minibar. Il relax e il piacere sono garantiti

I 10 migliori hotel nelle Marche in provincia di Macerata

Country House Otto Rovesciato, Recanati (MC). In tale circostanza, si parla di un albergo basato su un aspetto rustico, circondato da un vasto bosco costituito per la maggior parte da vigneti e uliveti. Si trova a due passi dal centro di Recanati, luogo intriso di storia perché dimora del poeta Giacomo Leopardi. La cucina è dotata di una zona pranzo, mentre sono presenti anche il lettore DVD e il televisore a schermo piatto. Un alloggio al quale non manca nulla.

Premio Italia a Tavola 2016, l’elegante kermesse che cresce ogni anno

Premio Italia a Tavola 2016

Parte dalla tavola l’idea di rilanciare lo stile italiano nel mondo, riunendo tutte le anime del settore in un’unica squadra, attuando progetti per contrastare il falso Made in Italy e valorizzando le nostre eccellenze. L’evento più atteso del settore torna a Firenze, culla dell’Italian style, con un talk show che ha visto la presenza del ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini, la consegna degli Award 2015 e le premiazioni dei vincitori del sondaggio “Personaggio dell’anno”.

Si è appena concluso il Premio Italia a Tavola 2016, l’elegante kermesse diventato ormai un appuntamento annuale fisso per il capoluogo toscano.

Quattro gli appuntamenti legati al Premio, che si sono tenuti in altrettanti luoghi prestigiosi e importanti del centro storico di Firenze: Palazzo Vecchio, Palazzo Borghese, il Museo Bardini e il Mercato Centrale.

  1. Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio che ha accolto il talk show “L’ospitalità e lo stile italiano motori del turismo e della filiera agroalimentare”, moderato dal direttore di Tg2 Marcello Masi. Ospite d’onore il ministro Dario Franceschini. 
  2. Nel pomeriggio,  l’anteprima del convegno “Pane e Olio” presso il Mercato Centrale .
  3. Cena di gala a Palazzo Borghese, curata da una brigata formidabile di chef e pasticceri, e alla consegna dei premi del sondaggio “Personaggio dell’anno 2015 dell’enogastronomia e della ristorazione”.
  1. Infine, domenica l’inaugurazione, presso il Museo Bardini, della mostra “Appunti di stile dell’Italia a tavola. Viaggio nella storia dell’arte di ricevere, curata da Anna Lapini e Anna Maria Tossani, visitabile fino al prossimo 30 maggio.

Firenze (prima città ad adottare un piano per valorizzare la presenza di aziende legate all’ospitalità, alla convivialità e ai servizi nel centro storico) ha ospitato il Premio Italia a Tavola per il sesto anno consecutivo, con l’obiettivo di celebrare i professionisti che hanno saputo valorizzare al meglio uno dei settori cruciali per l’economia e per il turismo del nostro Paese. La città, del resto, è capitale di quell’Italian style che tutto il mondo ci invidia, capace di integrare eccellenze come l’enogastronomia, la cultura, l’arte, la moda e il design. Lo scopo è da sempre quello di rafforzare l’intero settore e fare squadra in nome di quello stile che è strettamente correlato all’immagine dell’Italia nel mondo ed è fondamentale per il successo del nostro turismo.

L’enogastronomia, infatti, è una delle motivazioni fondamentali dei flussi turistici (nazionali ed esteri), uno dei pilastri che stanno alla base della nostra capacità di fare accoglienza e di dare vita a momenti di convivialità, soprattutto se integrato con gli altri fattori di eccellenza che caratterizzano il Made in Italy e lo stile italiano: arte, ambiente e moda-design. Questi elementi sono però raramente considerati in modo integrato o sinergico e spesso si tende a sottovalutare il valore della convivialità, riducendola quasi al solo aspetto dell’alimentazione e dimenticando il valore (anche culturale) di tutto il mondo legato al cibo all’accoglienza (a partire dai ristoranti, dai bar e dalle pasticcerie, con tutte le figure professionali che operano al loro interno).


Il “Premio Italia a Tavola – Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e della ristorazione” si presenta in particolare quest’anno come l’unico momento a livello nazionale in cui ci sarà una collaborazione con tutte le più importanti associazioni di rappresentanza per il mondo legato al cibo e alla convivialità, nonché allo stile di vita italiano. Un’opportunità decisamente rara per lanciare un segnale a tutti gli operatori del settore per un salto di qualità. La presenza di importanti cuochi (anche tristellati) garantirà un ulteriore salto di qualità ad un appuntamento ormai diventato fondamentale e unico per il mondo della ristorazione, che è più che mai alla ricerca di una sua nuova identità dopo l’Expo e dopo una delle più difficili crisi degli ultimi decenni.


In questa prospettiva la manifestazione fiorentina di quest’anno è stata più che mai l’appuntamento più importante per il mondo dell’Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) e del turismo per il coinvolgimento dell’opinione pubblica e degli operatori professionali, nonché per la presenza dei rappresentanti delle più importanti testate nazionali (mediamente un centinaio) che da sempre seguono con attenzione questo appuntamento. Si tratta di un evento che in due giorni di lavoro offre sempre l’occasione per fare il punto sulle tematiche di stretta attualità del settore e che quest’anno sarà centrato sull’importanza dell’ospitalità e della capacità di fare squadra, sia nell’organizzazione delle singole aziende private, sia per quanto riguarda il rapporto con le istituzioni e fra queste.

Il turismo enogastronomico: come intercettarlo

Cos'è il turismo enogastronomico

Cos’è il turismo enogastronomico
Chi intende visitare il nostro Bel Paese spesso sceglie le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia. Esiste tuttavia un tipo di turismo meno noto di quello che affolla le spiagge d’estate: il turismo enogastronomico. L’Italia hanno una millenaria tradizione enogastronomica che ha ricevuto le più disparate influenze dei popoli che si sono avvicendati nella Penisola, fin dai primi insediamenti romani. Oltre alla storia, anche la natura ha aiutato l’Italia a creare un vero e proprio paradiso del gusto: il clima ideale e la collocazione geografica fra colline e mare ha permesso all’Italia di sviluppare un sapere enogastronomico molto ricco e variegato, dalla raccolta dei frutti e delle erbe spontanee fino alla lavorazione dei prodotti più preziosi come olio, uva, frumento e ortaggi. Le ricette popolari prendono spunto dagli ingredienti freschi del luogo e dalle tradizioni medievali e pagane, dando origine ad un ricettario per la cucina quotidiana e per le feste davvero ricco e sorprendente.

Un ottimo punto di partenza per lanciarsi alla scoperta delle bontà regionali è sicuramente quello di utilizzare una guida enogastronomica seria. Una buona guida enoagstronomica permette non solo di compiere escursioni giornaliere alla scoperta di trattorie, ristoranti, agriturismi, sagre e feste paesane tipiche, ma offre una cornice incantata e indimenticabile per tutta la vacanza.

Il turismo enogastronomico: come intercettarlo

Intercettare coloro che attuano con passione il turismo enogastronomico non è facile, perché le ricerche effettuate da questi turisti sul web sono molto simili alle ricerche di normalissimi avventori, business man o abitanti del luogo. Molti tour operator (ma anche albergatori e agenzie) cercano di intercettare gli appassionati della cucina nostrana attraverso l’acquisizione di spazi espositivi nelle fiere turistiche all’estero. Un modo sicuramente interessante per stimolare i viaggiatori prima ancora che questi compiano la scelta della nazione da visitare durante le loro vacanze. Ma se si è impossibilitati a presidiare una fiera di settore, le uniche due cose davvero efficaci da fare rimangono:

A) Intercettare le ricerche su Google e mdr affini attraverso Google Adwords

B) Offrire sul proprio sito informazioni dettagliate sui locali, sui servizi e sugli alberghi della zona

Ma cosa vuol dire organizzare, segnalare e promuovere itinerari enogastronomici?
Investire sul turismo enogastronomico significa individuare uno o più temi enogastronomici che motivino la visita all’itinerario; occorre tracciare il percorso del tour secondo la cultura del territorio che si sta promuovendo. E’ importante individuare lungo l’itinerario i punti più importanti di tradizione enogastronomica e tutti i servizi di assistenza al fenomeno enogastronomico che possono aiutarne il migliore utilizzo.

Segnalare e promuovere, significa dare definizione e visibilità ai tour enogastronomici, in modo che emergano nella propria forma organizzata rispetto agli altri mille possibili itinerari spontanei che qualsiasi turista può effettuare per conto proprio, quindi apporre cartelli che indichino la presenza di aziende agricole, di rivenditori di prodotti tipici e i luoghi di conservazione del patrimonio culturale cui i tour enogastronomici fanno riferimento e chiaramente il percorso da seguire.

Un esempio concreto di itinerari enogastronomici finalizzati a sostenere questo fenomeno turistico sono le strade del vino, e le strade del gusto e dei sapori.
Il turismo enogastronomico prende sempre più piede anche perchè sono cambiate le abitudini del turista, il quale non dedica più tanto tempo alla vacanza come una volta, soprattutto per un discorso economico, in questo modo l’amante del viaggiare potrà regalarsi anche una semplice gita fuori porta in occasione di determinati eventi enogastronomici che ormai sono onnipresenti nelle varie località della nostra penisola durante tutto l’anno.