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Il Fico D’india: una grande risorsa della penisola salentina

È spinoso, ha un aspetto stravagante e lo si può trovare più o meno dappertutto nel sud della Puglia. I suoi frutti sono avvolti in una buccia spessa e piena zeppa di piccole spine molto fastidiose, ma il suo interno rivela un frutto dolcissimo dalla consistenza morbida e succulenta. Data la sua capacità di nascere e prosperare in maniera quasi spontanea, e grazie anche ai suoi molteplici utilizzi, alcuni tra i maggiori esperti di alimentazione mondiale sono arrivati ad affermare che il Fico d’India potrebbe essere una delle soluzioni per alleviare la fame nelle regioni più povere e secche del mondo. Il Fico d’India contiene inoltre elevate percentuali d’acqua; piantagioni di questi cactus possono quindi essere anche delle preziose riserve d’acqua e assorbire il biossido di carbonio presente nell’aria delle regioni più aride.

Nonostante sia esso maggiormente conosciuto come un frutto perlopiù Siciliano, il Fico d’India è anche un tipico prodotto Salentino; la pianta fu introdotta per prima volta nella sub-regione pugliese dopo la scoperta dell’America. Il suo nome si deve appunto al fatto che la pianta venne portata in Italia da Cristoforo Colombo dopo la sua spedizione in quella terra che lui credeva fossero le Indie.

In Salento i Fichi d’India godono delle condizioni climatiche ottimali al loro sviluppo, essendo questa una pianta grassa che adora gli ambienti caldi e secchi.

I Fichi d’India sono un prodotto estremamente salutare in quanto posseggono svariate proprietà che rendono questo frutto una sorta di cura naturale per l’organismo: la sue caratteristiche depurative aiutano l’eliminazione dei calcoli renali, mentre le sue alte quantità di ferro, fosforo e calcio lo rendono perfetto per la cura dell’osteoporosi. Ma non solo; il Fico d’India è spesso incluso nelle più moderne diete dimagranti come integratore alimentare grazie al suo elevato potere saziante, idratante e revitalizzante.

Ma il Fico d’India presenta tantissime altre qualità oltre a quelle associate ai suoi frutti. Vediamo insieme quali.

L’ESTRATTO DELLE PALE DEL FICO

Le proprietà del Fico d’India sono molto simili a quelle dell’Aloe; diversi studi hanno dimostrato le proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie, ipoglicemizzante, antimicrobica e neuro protettiva della sua polpa, il cui estratto può essere utilizzato come terapia per remautismi, malattie renali e infezioni batteriche. I Cladodi (ossia le pale del Fico) così come le bucce del frutto, sono ricche di fibre, acidi grassi polinsaturi e vitamine, il che le rende perfette per l’impiego del suo estratto in integratori alimentari come ad esempio Byioxin. Byoxin è un prodotto naturale al 100% che presenta nella sua composizione una moderata percentuale di estratto di Fico d’India, il quale, grazie al suo alto contenuto di fibre, riduce l’assorbimento dei grassi e ne migliora l’escrezione a livello fecale, permettendo così una più semplice gestione del peso corporeo. Tale contenuto di fibre potrebbe essere un valido strumento naturale per la perdita di peso ed essere un alternativa naturale ai trattamenti farmacologici. Per saperne di più, leggi questo articolo su Bioxyn recensioni.

IL FICO D’INDIA CONTRO LE SCOTTATURE

Come cosmetico, il gel estratto dalle pale di Fico d’India, o ancora meglio un suo centrifugato, può essere utilizzato per lenire le piccole scottature dovute ad una prolungata esposizione al sole, ma anche graffi, eritemi o addirittura curare i foruncoli. Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono un potente prodotto cicatrizzante e disinfettante.

PRODUZIONE DI SAPONI NATURALI

Il gel estratto dalle Cladodi è ricchissimo di mucillagini, ossia delle glitoproteine presenti in gran quantità nella maggior parte delle alghe, le quali rendono possibile l’utilizzo del Fico d’India per la produzione di saponi artigianali dalle elevate proprietà lenitive ed anallergiche.

COME DECORAZIONE

Molte delle più belle masserie e case Salentine presentano come pezzo d’arredamento delle pale di Fico d’India, sia ad uso interno che per esterni. Le pale del Fico d’India, se accuratamente lavorate e trasformate, offrono una elegante e preziosa fibra legnosa molto resistente e di facile lavorazione dalla quale prendono vita oggetti in fibra Sikalindi.

PALE DI FICO D’INDIA COMMESTIBILI

Proprio le pale giovani del fico d’India sono commestibili e utilizzate in molte parti del mondo come cibo. In Messico, per esempio, questo cibo veniva consumato sin dall’antichità, addirittura prima dell’arrivo degli spagnoli, al tempo degli Aztechi. Sono chiamati Nopales (o Nopalitos una volta cucinati), una volta puliti dalle spine e venduti nei mercati come qualsiasi altro tipo di verdura.Vanno raccolte le pale di fico d’India fresche e tenere, quelle di color verde brillante e lunghe al massimo sui 20-30 cm. Hanno il sapore di fagiolino e asparagocon la cottura si elimina la gelatina che li rende viscosi.

I migliori ristoranti sul lungomare di Bari

lungomare bari ristorante vicino al lungomare bari tipici di bari

Cari amici, volete conoscere quali sono i migliori ristoranti sul lungomare di Bari? Il lungomare di Bari è uno dei più belli d’Italia con l’affaccio sulle sue acque cristalline.

Una gita culturale non può definirsi tale se non si assaggiano le prelibatezza locali. I ristoranti che propongono piatti tipici della tradizione gastronomica pugliese, infatti, sono tantissimi, soprattutto, quelli situati sul lungomare vi consentiranno anche di ammirare il paesaggio marino e naturale della città.

Il lungomare di Bari fu inaugurato nel 1927, 15 km di percorso che propongono al visitatore il meglio della tradizione culinaria locale. Se avete voglia di mangiare vicino al mare, sul lungomare di Crollalanza c’è “La Battigia” con i piatti a base di pescato del giorno, “Le terrazze del Santa Lucia” che da 60 anni propone i migliori piatti di terra e di mare e la pizza cotta nel forno a legna, ”Al Gambero”, un locale caratteristico che offre specialità di mare.

Sul lungomare Cristoforo Colombo trovate, invece, il ristorante “Bel Ami” ottimo per una cena veloce. “L’incanto”, invece, è un moderno locale con terrazza sul mare. Sul lungomare Tenente Nicola Massaro  vi accoglie con gentilezza e cordialità lo staff del ristorante “Lo scoglio da Vito” con una cucina dai profumi e dai sapori mediterranei.

A poche centinaia di metri, se desiderate gustare piatti di pesce dalla tradizione locale in un ambiente caratteristico, il ristorante “Al Paradise” vi accoglie con un ricco menu ed una fornitissima carta dei vini. Sempre sul mare, in Viale Grotta della Regina, i migliori piatti pugliesi ve li offre il ristorante “La Vela” che in menu propone anche ottime pizze. Se infine, state cercando il miglior ristorante di crudo di pesce di Bari, non potete non far visita al ristorante Al Pescatore da Onofrio in Piazza Federico II di Svevia, a pochi passi da Bari Vecchia.

Non solo ristoranti sul lungomare di Bari: la città può offrire tanto anche in termini culturali

Il capoluogo pugliese è tutto da vivere ed esplorare, non solo per gli amanti del mare e delle spiagge ma anche per chi ama camminare e visitare monumenti d’arte e cultura.

Il miglior itinerario possibile comincia dal cuore cittadino con la Basilica di San Nicola, la cattedrale romanica di San Sabino e della Madonna Odegitria, il Castello Svevo, la Pinacoteca Provinciale, il Museo Diocesano ed il Teatro Petruzzelli.

Una passeggiata capace di dare grandi emozioni oltre alla possibilità di apprezzare al meglio la storia di questa bellissima città. Per gli appassionati dello shopping, vi consigliamo una camminata per le vie più famose dello shopping barese, Via Sparano da Bari e Corso Cavour.

 

Un buon gestionale per ristoranti per risparmiare tempo

registratori di cassa e gestionali tecnologici per ristoranti

Il successo di un ristorante dipende sicuramente da molti fattori ma le capacità di gestione sono determinanti. In un ristorante, le difficoltà di gestione non sono solo in cucina, dietro ai fornelli. Anche il personale di sala ha le sue difficoltà da affrontare visto che ha il rapporto più diretto con il cliente, ecco perché è importante procurarsi un buon gestionale per ristoranti con palmare facile da usare e sistemi integrati di ultima generazione.

Gestionali per ristoranti 3.0: l’innovazione dei palmari per gestire le comande fuori e dentro il ristorante

I ristoratori più giovani lo sanno: non bisogna accontentarsi esclusivamente del momento della “vendita”, l’ordinazione e la consumazione di un pasto sono solo l’inizio di un rapporto da consolidare nel tempo con gentilezza, massima disponibilità e capacità di anticipare e soddisfare le esigenze del cliente. Uno degli aspetti più importanti che riguarda proprio il servizio in sala è riuscire a prendere una comanda che sia chiara e che non crei confusione, eviti errori e perdite di tempo e denaro. Prendere un ordine sembra una cosa facile ma non lo è affatto, bisogna conoscere il menù ed i fuori carta da proporre, gli ingredienti ed i tempi di preparazione, prendere una comanda significa raccontare la cucina ed agevolarne il servizio a favore dei clienti. Molti locali si sono modernizzati e si sono dotati di un gestionale per ristoranti contenente tutto il menù che grazie ad un palmare per comande consente al cameriere di cercare il nome del piatto ordinato, aumentare o diminuirne la quantità, programmare correttamente la sequenza delle ordinazioni. Gli attuali palmari in commercio consentono di ottimizzare i tempi di servizio, sono un sistema valido ed affidabile per non perdere le ordinazioni e far quadrare i conti. Chiaramente quando si parla di palmari, in verità si sta parlando di un sistema integrato che ha il suo cuore nei moderni registratori di cassa, apparecchi che hanno raggiunto altissimi livelli di innovazione e tecnologia. Nel mercato ho.re.ca l’offerta di questi gestionali è davvero ampia e molto spesso è l’assistenza a far la differenza. Questi sistemi integrati possono prendere in carica ordinativi di diversi tavoli, consentono di consultare il prezzo di ogni singola portata, riepilogano le portate già servite registrando il totale da incassare, gestiscono storni e annullamenti di piatti non disponibili, stampano il pre-conto, lo scontrino e la ricevuta fiscale, sono dotati di tecnologia touch-screen e di un sistema di riconoscimento vocale dell’operatore, sono strumenti perfetti per un servizio accurato e veloce soprattutto nei momenti di maggiore affluenza. Un mix di tecnologia e semplicità di utilizzo, intuitivo per il personale meno esperto, piccolo e maneggevole, è esente da tutte le problematiche di altri sistemi operativi, non solo, la corretta gestione della comunicazione tra sala e cucina è alla base della soddisfazione del cliente e la soddisfazione del cliente è la migliore pubblicità per un’attività commerciale. Per questo è importante offrire servizi sempre più personalizzati e trasparenti che rispondano ai bisogni del cliente in tempo reale dal momento dell’ordine alla sua gestione, dalla sua gestione al momento del pagamento. Un altro piccolo accorgimento di cui dotarsi per aumentare il livello di soddisfazione del cliente è dargli la possibilità di scegliere tra diversi metodi di pagamento munendosi di pos visto che sempre più i consumatori accordano la loro preferenza ai pagamenti con carte di credito, bancomat, paypal. Avere cura dei propri clienti è la strategia alla base di ogni impresa perché i clienti sono il pubblico fondamentale di ogni business.

Pesaro, una città tutta da scoprire

pesaro

Pesaro è una città ospitale per tutti gli stili di vita, una combinazione perfetta tra la brezza marina del mare Adriatico e il panorama romantico delle colline marchigiane che fanno da cornice a tutta la città. Un compromesso perfetto, ricco non solo per l’ambiente della città ma anche per l’enorme cultura che racchiude Pesaro e i suoi dintorni. Città di Rossini, vanta numerosi e importanti festival riguardanti il compositore, tanto da inventare una pizza in suo onore, la famosa pizza Rossini, con uovo sodo e maionese che legano il pomodoro della pizza in un capolavoro di sapori. Ma come tutte le città marchigiane, Pesaro è molto caratteristica per la sua cucina tradizionale, la storia dei prodotti naturali coltivati con amore e passione nelle sue colline si trasforma in piatti squisiti, ricchi di gusto e sapore. Quando parliamo di tradizionalità, non possiamo non nominare il famoso Brodetto di Pesce, piatto tipico della città, una zuppa con pesce fresco che ricorda i piatti “poveri”dei pescatori, un insieme di sapori giusti e calibrati, perfetti per legare il calamaro, le cozze e il rospo. Ma quando parliamo di tradizione, la pasta fatta a mano prende la scena e dobbiamo sicuramente parlare dei famosi cappelletti in brodo, pasta tipica tradizionale, fatta rigorosamente “a mano” e cotta in un brodo di carne davvero squisito, facilmente trovabile nei ristoranti del centro storico di Pesaro. Insomma, la città di Pesaro è davvero ricca di bellezza e gusto, un capolavoro di sapori da assaporare al ristorante Gibas, una delle migliori cucine di pesce della zona oppure da Nostrano, famoso per i suoi spaghetti mancini, crema di acciughe, seppie, aglio e lattuga di mare. Ma di posti dove si mangia davvero bene Pesaro è veramente piena come il ristorante Polo pasta e Pizza, ristorante Farina, ristorante Giro di Boa, ristorante Lo scudiero, Trattoria il pergolato dalla Maria, ristorante Cozza amara, ristorante allegro ma non troppo…insomma, davvero tanta dedizione alla cucina, soprattutto a quella che risalta la storia della città.

METEO PESARO

 

I migliori ristoranti di Bari e i quartieri da visitare

Biancofiore, uno dei migliori ristoranti di Bari

Bari ha un bagaglio gastronomico ricco di piatti tradizionali e genuini, per questo vogliamo raccontarvi quelli che sono i migliori ristoranti di Bari e i quartieri da visitare che rappresentano a pieno l’intera Puglia. Il legame con la terra e l’agricoltura viene sempre messo in evidenza nei piatti tipici baresi, come le famose orecchiette con le cime di rapa, immancabile pietanza ricca di passione e gusto, pienamente rappresentativa della cultura barese e la sua tradizionalità. Ma vicino ad un piatto ricco di gusto da assaporare in uno dei ristoranti in centro, è doveroso parlare dello street food di Bari Vecchia che conquista tutti con la sua semplicità. Il piatto di riferimento in questo caso, sono le sgaliozze, polenta fritta tipica alla barese, possibile da assaporare lungo le strade del centro in inverno per scaldarsi con bontà e semplicità. Ottime da accompagnare con qualche verdura e qualche salume. Ma come del resto si sa, la cucina barese è piena di piatti che richiamano il sapore della campagna – uno dei must è proprio fave e cicoria, un piatto “povero” per la sua semplicità ma ricco di genuinità, la quale viene anche richiamata dall’olio pugliese a crudo. Tutti piatti e pietanze che troverete molto facilmente nei menù dei ristoranti più caratteristici della città.

I ristoranti Top menzionati nelle guide ai ristoranti

Se volete assaporare una cucina tipica rivisitata, imperdibile il polpo arrosto con crema di patate e scalogno dell’osteria dall’Oste del Convivium, o la famosa Tiella di riso e cozze al ristorante Al Pescatore (altrettanto ottima anche quella del ristorante Terranima)tantissimi sono i ristoranti di pesce a Bari dove vale la pena mangiare: tra i tanti segnaliamo il ristorante Biancofiore, locale che propone piatti di pesce in versione gourmet; oppure il ristorante Carducci, un’oasi con querce e pini la cui cucina esalta la storia della tradizione pugliese; o ancora il ristorante La Bul dove troviamo la cucina raffinata di un grande cuoco, Antonio Scalera. Ma ancora troviamo il ristorante La Giare, ristorante La Cecchina, ristorante La Locanda di Federico, il ristorante Ai 2 ghiottoni, Il Piccinini 28, La Tana del Polpo, Antica Osteria, Ambasciata di bari vecchia, Alla taverna dell’antico molo, Al porticciolo e molti altri.

I quartieri che ospitano i migliori ristoranti di Bari

Doveroso fare una puntatina nel quartiere Poggiofranco dove troverete il ristorante Giampà o il ristorante Osteria dei Quattro Gatti. Se cercate un ristorante vista mare, non potete non fermarvi in uno dei ristoranti sul lungomare di Bari per mangiare pesce là dove il pesce viene effettivamente pescato.

Viaggio alla scoperta di Arezzo: ecco cosa mangiare e cosa bere

Dove mangiare ad Arezzo

La cucina tipica della città di Arezzo è influenzata dalla tradizione contadina toscana e dalla gastronomia della vicina Umbria, e si distingue per l’uso di ingredienti e di preparazioni semplici. Pane sciapo cotto nel forno a legna, olio extra vergine di oliva del territorio, paste fresche fatte in casa, condimenti a base di carne, verdure di stagione a km zero, dolci della tradizione come quello di uva passa ed uova cotto nel forno, il castagnaccio con pinoli e rosmarino e crostate.

Cosa mangiare se organizzi un viaggio alla scoperta di Arezzo

Tra i piatti tipi della città ci sono i crostini neri con pane arrostito e bagnato in brodo di pollo, milza, acciughe e capperi, la farinata di ceci, la minestra di pane, funghi ed uova, la famosa “acquacotta”, i tortelli di patate, il sangue di maiale cotto con il finocchio.

Piatti gustosi e saporiti che troverete nei menù di tutti i ristoranti della città. Per un panino da consumare velocemente vi consigliamo la Salumeria, gastronomia, panetteria Dal Moro, con i salumi ed i formaggi tipici del territorio ed altre preparazioni come il lampredotto. Vi segnaliamo, tra i ristoranti più economici di Arezzo, L’Agania e Teorema del Gusto, per i palati che ricercano sapori semplici e genuini, La Corte dell’Oca, Il Cantuccio, L’Osteria dei Cenci, Osteria Mest, L’Antica Fonte, Osteria da Giovanna, Pappa e Cena, Trattoria Cavour 42, Antico Posto di Ristoro, Trattoria Il Saraceno.

Se cercate una ristorazione più raffinata, fate visita al ristorante Dario e Anna, a La Lancia d’Oro, al Saffron o al ristorante Logge Vasari. Per chi avesse voglia nella patria della carne di un pasto a base di pesce, vi consigliamo l’Hostaria Sottosale, Ser Gian, Il Golfo di Napoli, Monna Lisa Cucina con Arte, Piazzacherubini, Luna Rossa, I Tre Bicchieri. Per gli amanti della pizza, Da Oreste, O’ Scugnizzo, Pizzeria Santa Croce, Pizzeria del Borgaccio, Al Fogher, L’Orso Bruno. Per gli amanti della cucina creativa, Il Falconiere in Località San Martino, Bistrot 31, Eden Tapas&Cocktail Bar.

 

I migliori ristoranti romantici a Polignano a Mare

Migliori ristoranti romantici polignano a mare

Polignano a Mare offre uno scenario unico al mondo per morfologia del territorio, tonalità di colore del cielo e del mare e struttura architettonica delle case. Ma Polignano offre anche arte (famosa per le lampade/sculture in vetro di Peppino Campanella), poesia (altrettanto famose le poesie scritte sui muri da opera di Guido Lupori, detto “il flâneur) e romanticismo gastronomico. E’ proprio per quest’ultima forma di attrazione che abbiamo voluto dare il nostro contributo giornalistico: ecco quelli che sono per noi i migliori ristoranti romantici di Polignano a Mare.

I migliori ristoranti romantici a Polignano a Mare: Grotta Palazzese, il ristorante più suggestivo del mondo

Va detto subito: il ristorante Grotta Palazzese vale una cena laddove si stia cercando un luogo unico in termini di location. La sala da pranzo ricavata all’interno della cavità di uno scoglio lo rende indiscutibilmente il ristorante più romantico al mondo. Unico agli occhi dei turisti, ma unico anche agli occhi degli stessi pugliesi: chiunque rimane folgorato dall’ambientazione di questo ristorante. Per quanto riguarda la proposta gastronomica, le critiche mosse dalle centinaia di migliaia di clienti è abbastanza unanime: la cucina non è all’altezza delle aspettative e l’obbligo di consumare una scelta minima di 3 portate (con spesa mai al di sotto dei 100 euro a testa) possono deludere quegli avventori che pretendono etica comportamentale a tutte le latitudini del globo. Noblesse oblige non pervenuta.

Ristorante Chichibio: romantico ed elegante con una cucina che non delude

A pochi metri dalla statua di Domenico Modugno, il ristorante Chichibio rimane ancor oggi uno dei ristoranti di Polignano a Mare più apprezzati dai lettori di Oraviaggiando. L’eleganza del tovagliato, il portamento dei camerieri, la bellezza dell’arredo impreziosito dalle lampade di Peppino Campanella non devono trarre in inganno: Vito e Giacomo Bianchi, titolari di questo famosissimo locale, amano puntare sulla cucina piuttosto che sulle chiacchiere, per questo, proprio all’ingresso del ristorante, non hanno rinunciato a quell’angolo di paradiso che è la pescheria interna. Si, avete letto bene: un vero e proprio angolo/pescheria in cui i proprietari mettono in mostra il pesce freschissimo (spesso ancora vivo sul banco di ghiaccio) che gli ospiti potranno scegliere prima di accomodarsi al tavolo. Grande selezione di vini locali e internazionali e ottimo rapporto qualità prezzo.

Ristorante Grotta Ardito: una terrazza romantica sul mare

Tra i ristoranti più romantici di Polignano a Mare, Grotta Ardito è l’unico che vi regalerà la sensazione di essere su una grande nave da crociera. La felice ubicazione del ristorante, unito al fato che lo stesso si trova al primo piano di una palazzina che domina sull’Adriatico, vi regalerà la sensazione di essere in mare aperto. Pranzare o cenare al ristorante Grotta Ardito è un’esperienza che non vi deluderà: qui il cibo è meno manipolato. Apprezzerete la semplice bontà degli antipasti e la freschezza delle crudità di mare. Gli amanti dei distillati di fine pasto troveranno un piccolo paradiso in carta a loro disposizione.

Patate riso e cozze al ristorante Porta Nova di Ostuni

Patate riso e cozze a Porta Nova di Ostuni

Onde a terra se acaba e o mar começa…
(dove la terra finisce e il mare comincia)

“Os Lusíadas, Canto VIII” di Luìs Vas de Camões

Avete presente quella sensazione di essere sospesi sulla linea dell’orizzonte, su una lingua di terra che si getta nel mare?… quei sapori, profumi, preparazioni, che riescono a racchiudere in sé queste atmosfere?

Il piatto che mi riporta alla mente questi sentori di sale e piante aromatiche è Patate Riso e Cozze!
Si è celebrata ieri la Giornata mondiale della Tiella di Patate Riso e Cozze, ed io ho avuto la fortuna di trascorrerla ad Ostuni con la famiglia Ciaccia: Tonino, Erika, Mirko e la signora Vittoriana Zaccaria, che gestiscono dal 1989 il Ristorante Porta Nova.

Il luogo è il più adatto a celebrare il matrimonio tra mare e terra

Dalla terrazza del ristorante la vista spazia dalla Selva di Fasano al Mare Salentino in un susseguirsi di paesaggi indimenticabili.

Ristorante Porta Nova

La famiglia Ciaccia ha accolto con cura ed eleganza la propria clientela offrendo loro una degustazione di una Tiella preparata attenendosi scrupolosamente alla tradizione: patate a pasta gialla, riso semifino, cozze al guscio, poco pomodoro, un sentore di aglio e cipolla ed un inedito basilico. Cotta in forno nel caratteristico recipiente di coccio (la tiella, appunto!) per far fondere insieme i sentori della cucina mediterranea .

Sarebbe stata certamente apprezzata qualche informazione in più, un “racconto” di questo piatto, soprattutto da parte sugli ospiti internazionali presenti.

Ma è un piccolo neo che si perdona facilmente: la regina della tavola delle Puglie e dei pugliesi, la nostra “Pataterisoeccozze” era affiancata da piatti veramente interessanti come il Polpo laccato al miele di acacia con schiacciata di patate affumicate e riduzione di Primitivo di Manduria, una elegante interpretazione del connubio terra-mare; o ancora le Guance di baccalà in tempura dorata su riso nero selvatico e crema allo zafferano con sale rosso, dove sorprende la consistenza eterea del baccalà che contrasta il terragno riso nero; come anche le Trofie al nero di seppia con cime di rapa, seppioline, colatura di alici e mollica di pane, un piatto dove la decisa personalità degli ingredienti trova un equilibrio perfetto. Che dire, poi, dei Tubettini al ragù di rana pescatrice… una ricetta storica di papà Tonino dove la semola pregiata del pastificio Cavaliere di Maglie unisce la tenera polpa della coda di rospo alla maestosa polpa del pomodoro maturo.

Particolari dell'arredo del ristorante

Particolari dell’arredo del ristorante

Un sincero ringraziamento a Sandro Romano per questa iniziativa ed un plauso ai signori Caccia per la professionale e squisita ospitalità, con l’augurio che la giovane Erika, già dotata di una eclettica esperienza in cucina, continui a raccogliere consenso e successi.

A cura di Mariangela Cappelluti

Guida ai migliori ristoranti di Milano secondo la guida Michelin 2017

Immagine di chef stellati ristoranti Milano

Guida ai migliori ristoranti di Milano secondo la guida Michelin 2017. Oltre che per le bellezze artistiche ed architettoniche, il nostro Belpaese è da sempre rinomato anche per l’eccezionale tradizione gastronomica, tra le più ricche e genuine di tutto il mondo. Tantissimi turisti ogni anno arrivano in Italia desiderosi di contemplare le sue meravigliose opere d’arte, ma anche di assaggiare i tantissimi piatti tipici della nostra cucina, presenti in ogni regione della penisola. Nel 2017, a conferma di questo, oltre trecento ristoranti italiani sono stati premiati dalla prestigiosa Guida Michelin, riferimento internazionale nella valutazione di alberghi e ristorazione. Il tradizionale simbolo utilizzato dalla guida per le sue assegnazioni è la ‘stella’: se un ristorante ne ottiene ‘tre’ allora significa che è di grande eccellenza, due stelle indicano invece un’ottima gastronomia mentre una stella viene assegnata a locali dove comunque si mangia molto bene. La sola città di Milano ha ricevuto quest’anno ben 17 stelle per un totale di 58 stelle: se state pensando quindi di visitare la città ambrosiana, e pensate anche di regalarvi un’esperienza culinaria speciale, allora questi ristoranti ‘stellati’ fanno senza dubbio al caso vostro.

I migliori ristoranti di Milano: nessun tre stelle, ma quelli bistellati sono ben cinque

Il ristorante Cracco, in pieno centro storico, è suddiviso in due sale con una sessantina di coperti. Originale il table d’hote, piccolo tavolo adiacente alla cucina, che permette di osservare il famoso cuoco Carlo ed il suo staff mentre lavorano. ‘Tradizione’ e ‘fantasia’ sono i concetti chiave del posto: il menù offre sia portate singole che menù degustazione fissi, dove spiccano il risotto al sesamo, il piccione in crosta di caffè e l’insalata russa caramellata. Anche Il luogo di Aimo e Nadia, trattoria attiva da oltre 50 anni, propone piatti tradizionali in chiave innovativa: i più ‘classici’ sono gli spaghetti al cipollotto e peperoncino e l’ottima zuppa etrusca. L’ambiente è molto accogliente ed il servizio in sala è stato premiato anche dal Gambero Rosso, altra importante guida del settore. Il ristorante di Claudio Sadler, in Via Sforza, presenta un ambiente suddiviso in quattro salette dall’atmosfera intima e riservata. Sadler è considerato un’artista della cucina e le sue prelibatezze sono molto fantasiose e ‘sperimentali’: il brillante italian sashimi è arrivato addirittura alla sua ‘quarta versione’. Anche qui lo staff è rinomato per la simpatia ed i prezzi sono molto abbordabili. Lo chef internazionale Bartolini, con il suo locale al Mudec, in zona navigli, offre invece interessanti percorsi degustativi (dal BeClassic al BeContemporary), che risaltano tutto l’estro del cuoco di Pescia, a cui piace coniugare ingredienti mediterranei con quelli di altri paesi, in particolare orientali. Anche il Seta non è da meno per eleganza e classe: inserito all’interno del Mandarin Oriental hotel, mette a disposizione uno spazio con tavoli sia grandi che più intimi per le coppie. Il suo chef Antonio Guida delizia ogni giorno i clienti con specialità ricercate quali spaghetti alla crema di rape rosse ed il carpaccio di crostacei al lime.

Tra i dodici ristoranti milanesi con una stella, nove propongono la classica cucina nostrana, due sono etnico-orientali ed uno è di tipo ‘vegetariano’: andiamo a conoscere un po’ meglio anche questi.

L’ambiente del Berton, con le sue clessidre gialle e le poltroncine in pelle, è essenziale ma invitante, e propone l’esclusivo menù ‘A tutto brodo’ (con merluzzo a base di brodo di prosciutto e ravioli con brodo di cicale). Nel lussuoso Park Hyatt, in pieno centro, troviamo il Vun, rinomato per i suoi piatti molto ‘tecnici’ – come il gazpacho di pomodoro con gamberi rossi- all’interno di un raffinato salone con moquette e poltrone imbottite. Il vecchio teatro Smeraldo, sede attuale di Eataly, ospita invece il ‘marinaresco’ Alice, altamente qualificato in specialità di pesce: gli ottimi gamberi rossi al lime con stracciatella sono un esempio lampante dell’inventiva di questo locale, abbellito da un’ampia vetrata sulla suggestiva Piazza XXV Aprile. Tano passami l’olio è ricavato in un open space sui Navigli, e si caratterizza per utilizzo di una vastissima scelta di olii extravergine d’oliva, che lo chef Gaetano Simonato, considera l’ingrediente più naturale e genuino per condire gli alimenti. Nello spazio minimalista del D’O, a Cornaredo, si gusta la cucina innovativa di Davide Oldani che, rivisitando ricette tradizionali in chiave più ‘leggera’, ha dato grande notorietà alle sue ‘invenzioni’, come la simpatica casseruola alleggerita. Innocenti evasioni, con il suo giardino in stile zen, è una splendida dimostrazione di come si possa sempre coniugare la semplicità degli ingredienti poveri con ricette fantasiose e ricche di gusto. Il ristorante di Felix Lo Basso, con vista su Piazza del Duomo, ha saputo conquistarsi una stella dopo solo pochi mesi dall’apertura, grazie alla dedizione ed al talento del suo chef, molto ispirato dai sapori della sua Puglia. Anche il ristorante dell’hotel Armani, ubicato nello storico quartiere Brera, dispone di una cucina di altissima qualità, mix continuo di tradizione con nuove contaminazioni e sperimentazioni. Nel contesto di Lume, con le sue ampie vetrate affacciate su un giardino interno, si possono gustare invece ricette lombarde e liguri rivisitate con un tocco di modernità. L’ingrediente per eccellenza qui è il ‘raviolo’, mentre tra i secondi spicca il Chateaubriand di manzetta piemontese. Per quanto riguarda i due ristoranti orientali ‘stellati’, ovvero Iyo e Tokuyoshi, questi sono entrambi accumunati dall’interessante connubio tra arte culinaria nipponica con elementi della gastronomia mediterranea. L’ultima stella infine è per il ‘vegetariano’ Joia, dove la grande dedizione e passione dello staff non vi faranno rimpiangere l’assenza del carne e del pesce.

Al ristorante Chiosco di Bacco la carne è sacra

chiosco di bacco

Una cucina di “ricerca” per una  tavola di ” incontro” che si distingue per onestà: solo carni di altissima qualità, certificate dall’Università di Bologna, fiorentine di Romagnola, Marchigiana, Chianina, Angus di Scozia e il “Tipo Kobe italiano, salumi di Mora Romagnola dell’Azienda Zavoli, primi piatti di paste fresche fatte a mano, tagliatelle, passatelli, ravioli, strozzapreti, gnocchi, contorni di verdure ed ortaggi che provengono da piccole produzioni locali,  pane, piadina, crackers e grissini di produzione propria e una pasticceria di primo ordine affidata ad Armando Junior Sfredda, in staff da 7 anni.  La maggior parte degli ingredienti che entrano in cucina provengono dalle migliori produzioni “di casa nostra”,  presidi slow food, nel segno di un cibo che sia buono, anche dal punto di vista etico. La cantina non fa eccezione alla regola della ricerca e dell’incontro: 300 etichette tra i migliori classici nazionali, i regionali di prima classe, profumo di rossi francesi e champagne. Una lunga carta di distillati e grappe tra cui scegliere per celebrare il fine pasto, magari accompagnati da una degustazione di pasticceria secca in cestino.

La nostra degustazione si apre con un ricco antipasto, pecorino alla griglia con miele e noci, accompagnato da una confettura di pomodori verdi e carpaccio marinato di Chianina con scaglie di parmigiano, insalatina ed aceto balsamico di Modena.  Uno sformato di ricotta e spinaci con lombetto di mora romagnola e salsa di mele in agrodolce, salumi romagnoli con mortadella Bomfatti, crostini del Chiosco con pane Altamura cotto a legna. Nel calice, un bianco, Rebola Valle delle Lepri. A seguire, un primo piatto di passatelli con parmigiano reggiano, mortadella di Wagyu tipo Kobe, rucola e pinoli accompagnato da Sangiovese Superiore Silvano di Palazzo Astolfi.  E per celebrare l’ingrediente principe di questa cucina, un secondo a base di fiorentina di Marchigiana cotta sulla pietra ollare, accompagnata da una composta di pere aromatizzate alla cannella, formaggio di fossa, noci e fichi secchi. A rendergli onore, il prezioso Centesimino Rifugio della Sabbiona.

Chiude in dolcezza, un dessert che raccoglie i più golosi in carta, Armonia di idee confuse, zuppa inglese agrumata su ciambella all’olio di oliva e alchermes, crema catalana speziata con frollino alla cannella, porcospino in trasparenza con mandorle caramellate e polvere di cacao, cialda croccante con mousse di mascarpone, scaglie di cioccolato ed amarene di Cantiano, semifreddo al limone e liquirizia. In fundo, una Rebola Passita Valle delle Lepri.

Buono, ma anche bello… Chiosco di Bacco, l’eleganza della cordialità
La mitologia lega Bacco alla vegetazione, al succo dolce dell’uva che fa ebbrezza, rappresenta l’uomo nel suo stato di natura, inteso come capacità di fluire con le cose circostanti. L’ambiente esterno ricalca perfettamente l’iconografia classica, il giardino, curatissimo, nel tappeto d’erba, nelle siepi tonde e gonfie, nei cocci che esplodono in fiore, si trasforma in bosco, intimo e fortemente evocativo, vivo tra le fronde (immaginatevi pure una cena estiva nel gazebo in giardino a lume di luna).  L’interno privilegia il legno, che apre e chiude gli spazi, le  ringhiere battute, le credenze con le cerniere in ferro, una simmetria di ante e cassetti, tovagliato bianco su un fondo corda che cade morbido appena sopra le ginocchia,  schienali alti per le sedie che assomigliano a troni, tende leggere cinte in vita per non restare mai chiusi dentro, un’eleganza  classica che si rompe nel cromatismo acceso dei bicchieri da acqua. Preziosa la cantina a vista, con nicchie scavate nei muri grossi e freschi. Le luci bassi per illuminarsi meno ma scaldarsi di più.

In conclusione: perché fare visita al Chiosco di Bacco
Tra i ristoranti vicino Rimini, il ristorante Chiosco di Bacco di Torriana è “il ristorante di carne” e non “un” ristorante di carne… un  luogo di pellegrinaggio per i devoti della frollatura come Dio comanda. Roberto e Daniela hanno fatto dell’eccellenza il loro imperativo morale… nel piatto e nel bicchiere. Preparazioni semplici che le tradizioni regionali gli fanno da eco, un fasto di sapore, l’abbondanza senza la ridondanza, un’estetica femminile bella nel suo rigore, moderna ma fuori dagli intellettualismi della cucina moderna, banchetto e simposio, nel loro significato rituale originario, una conviviale socialità.

di Alessia Pellegrini