I diritti dei passeggeri aerei tra gli Usa e l’Europa

I diritti dei passeggeri aerei tra gli Usa e l’Europa

Tra bagagli smarriti e ritardi che sembrano non avere mai fine, spesso i viaggi in aereo si rivelano delle vere e proprie odissee a cui non si è preparati anche perché non si è pienamente consapevoli dei propri diritti da far valere. Per conoscere tutto a proposito di risarcimenti e rimborsileggi l’approfondimento che ti linkiamo ma anche le prossime righe: ne saprai certamente di più a proposito dei diritti dei passeggeri aerei. L’Europa, da questo punto di vista, sembra essere un passo avanti rispetto al resto del mondo, ma un documento di riferimento importante è la Convenzione di Montreal, che nel 2003 è stata sottoscritta da oltre 120 Paesi.

Che cosa prevede la Convenzione di Montreal

In base a tale convenzione, se il ritardo di un volo è di più di tre ore, i passeggeri hanno la facoltà di richiedere e ottenere il risarcimento dei danni dovuti al disservizio subìto, e lo stesso dicasi per i voli cancellati. La sola condizione che deve essere rispettata è che la richiesta sia inoltrata non oltre i due anni successivi alla data dell’avvenimento. In effetti, per colpa di un ritardo tanto consistente, le conseguenze possibili sono molteplici: un appuntamento di lavoro saltato, una prenotazione in albergo già pagata e non più utilizzabile, e così via. Sia i Paesi europei che gli Stati Uniti hanno firmato la Convenzione di Montreal, ma nonostante ciò prevedono anche delle regole ulteriori, per altro molto diverse tra loro: negli Usa, infatti, i diritti dei passeggeri aerei sono meno tutelati rispetto a quel che avviene nella Ue.

La situazione europea

In Europa il riferimento normativo è il Regolamento Ce n. 261 del 2004, che riguarda sia lo spazio geopolitico dell’Unione Europea che la Svizzera, la Norvegia e l’Islanda. Non solo: questo regolamento copre anche territori come la Guyana Francese, le Isole Azzorre, le Isole Canarie e la Guadalupa. Tra i numerosi diritti che vengono riconosciuti ai passeggeri europei attraverso questo documento, c’è il rimborso del biglietto per i ritardi che superano le cinque ore o, in alternativa, un biglietto per un volo alternativo. Se, invece, il ritardo è di più di 3 ore, il risarcimento è compreso tra i 250 e i 600 euro in base all’entità del ritardo e in funzione della tratta. In qualsiasi caso i passeggeri hanno il diritto di ottenere informazioni tempestive e assistenza gratuita, con pasti e bibite. Se è previsto che essi siano assegnati a un volo nuovo, deve essere garantito il trasporto gratuito in direzione del punto di partenza, così come deve essere gratuito il trasporto verso l’hotel in caso di volo rinviato al giorno successivo.

La situazione statunitense

Come si è detto, al di là dell’Oceano Atlantico la situazione è un po’ diversa e i passeggeri sono meno tutelati, per il semplice motivo che quasi sempre sono le compagnie stesse a decidere di conferire o meno i risarcimenti. I soli obblighi a cui esse devono far fronte riguardano le situazioni di ritardo in pista: in pratica, ciò che avviene nel momento in cui l’aereo non decolla anche se i passeggeri sono già a bordo. Essi, in tale circostanza, hanno diritto a essere aggiornati almeno una volta ogni tre minuti e a ricevere assistenza medica, oltre a bibite e pasti gratuiti.

L’overbooking

In caso di overbooking, le norme degli Stati Uniti tutelano unicamente i passeggeri delle compagnie nazionali e, per di più, solo per i voli interni o per i voli internazionali il cui aeroporto di partenza si trovi negli Usa; le stesse condizioni sono applicate anche nel caso dello smarrimento dei bagagli.

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